Bioarchitettura in legno: materiali naturali e benessere abitativo
Il valore del legno nella bioarchitettura moderna
La bioarchitettura in legno rappresenta oggi un approccio costruttivo orientato alla qualità dell’ambiente abitato e alla riduzione dell’impatto ambientale. Il legno, utilizzato come materiale strutturale, coniuga sostenibilità e performance tecniche, rispondendo alle esigenze di comfort, sicurezza e benessere. La scelta dei materiali impiegati nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro influisce costantemente sulla salute di chi li vive: molti materiali comuni comportano emissioni nocive durante la produzione, la posa e lo smaltimento. L’utilizzo del legno coltivato consente invece di realizzare edifici più salubri, dove la traspirabilità naturale e l’assenza di sostanze tossiche contribuiscono a un habitat più equilibrato.
Come riportato nel testo fornito, l’attenzione crescente verso l’ambiente, il contenimento dei consumi e la riscoperta delle qualità percettive dei materiali tradizionali ha favorito il ritorno del legno come materia prima rinnovabile, caratterizzata da elevate proprietà fisico-meccaniche. Queste qualità restano presenti in ogni fase di lavorazione e finitura, mantenendo intatta la sensazione di calore e l’autenticità del materiale naturale
Caratteristiche tecniche e benefici ambientali del materiale naturale
All’interno dei principi della bioarchitettura in legno, uno degli aspetti più rilevanti è il ridotto impatto del materiale lungo tutto il suo ciclo di vita. Nel passaggio da materia viva a materiale da costruzione, il legno non genera scarti tossici o emissioni nocive, contribuendo a un modello edilizio più rispettoso dell’ambiente.
Il contenuto energetico necessario per ottenere il prodotto finito è significativamente inferiore rispetto ad altri materiali utilizzati in edilizia: il documento ricorda che il legno richiede circa 300 kWh/t, contro i 72.500 kWh/t dell’alluminio o i 3.500 kWh/t dell’acciaio. La natura rigenerabile della risorsa “bosco” rende possibile una gestione sostenibile che assicura una fornitura costante della materia prima, consolidando il ruolo del legno come elemento chiave per un’edilizia a basso impatto.
Inoltre, la capacità di mantenere la traspirabilità biotermica, soprattutto se abbinato a materiali naturali compatibili, favorisce un microclima interno stabile, evitando accumuli di umidità e migliorando il comfort abitativo.
Riciclabilità, prestazioni e vantaggi costruttivi
Il terzo pilastro della bioarchitettura in legno riguarda la fase finale del ciclo di vita del materiale. Una struttura in legno può essere facilmente smontata e riciclata, con la possibilità di riutilizzare i singoli elementi in nuovi contesti edilizi o in altri settori. Questa caratteristica distingue il legno da materiali come il calcestruzzo o i cementi, molto più complessi da recuperare.
Alle proprietà ambientali si affiancano caratteristiche tecniche di rilievo: leggerezza, resistenza meccanica, durabilità e capacità di garantire ottime prestazioni termo-igrometriche. Per questo motivo, il legno si integra perfettamente con tecniche costruttive orientate alla sostenibilità e alla qualità abitativa, confermando la sua centralità nelle pratiche edilizie moderne.
L’approccio di realtà specializzate come Ferlegno, che uniscono tradizione artigiana e competenze tecniche evolute, permette di valorizzare pienamente queste caratteristiche in coperture, solai e strutture destinate all’edilizia contemporanea



